Traduzioni asseverate: cosa sono, in quali contesti ci viene richiesta l’asseverazione e quali sono le procedure da seguire

Per alcuni documenti, quali atti o certificati, può essere necessario, oltre alla traduzione, procedere all’asseverazione, alla legalizzazione o alla certificazione, a seconda dell’utilizzo che ne verrà fatto.Corso Legal English

Di norma è il cliente che dovrebbe indicare al traduttore quello di cui ha bisogno, informandosi preventivamente presso l’autorità o l’ente che gli ha richiesto questa documentazione.

Attenzione però perché succede che i clienti facciano confusione tra questi termini che non sono sinonimi tra loro.

In questo articolo parleremo di asseverazione e vedremo che cos´è, quando è necessaria, chi può farla e dove farla.

L’asseverazione è una procedura che dà valore legale al documento e attesta che il documento tradotto rispetti fedelmente il documento originale.

Di solito si richiede la traduzione in italiano e l’asseverazione nel caso di documenti ufficiali di un paese straniero (che hanno valore legale in quel paese) che devono essere fatti valere sul territorio italiano (=acquisire valore legale in Italia)

Tutti i traduttori possono asseverare? No, o per essere più precisi, non dappertutto.

L’asseverazione va fatta in Tribunale, presso l’ufficio o lo sportello di competenza. Fino a qualche anno fa chiunque poteva recarsi in tribunale e procedere all’asseverazione. Ora alcuni tribunali (e ho detto alcuni soltanto) permettono di asseverare i documenti solo ai periti del tribunale (Traduttori iscritti nell’albo consulenti del Tribunale per intenderci), ai traduttori iscritti sulle liste dei consulenti della camera di commercio o ai traduttori che fanno parte di associazioni di traduttori ufficialmente riconosciute dal Ministero (come AITI – L’associazione Italiana Traduttori e Interpreti). Attenzione: non esiste una regola valida su tutto il territorio italiano. In sostanza ogni tribunale si comporta diversamente quindi informatevi presso l’ufficio di competenza del tribunale in questione per capire come procedere e se vi è possibile procedere. Non sempre le informazioni sono reperibili sul web, potrebbe essere necessario chiamare l’ufficio o recarvisi di persona.

Non sono perito del tribunale, membro AITI o iscritto sulle liste della camera di commercio e non posso andare ad asseverare in quel tribunale, posso quindi recarmi ad asseverare in un altro tribunale che non esige da me questi prerequisiti?

Sarebbe molto comodo, vero? Ma ahimè la risposta è no. La norma vuole che il titolare dei documenti faccia asseverare la documentazione nel tribunale competente del suo luogo di residenza o domicilio. Se non potete procedere voi stessi alla traduzione e alla legalizzazione del documento, vi consiglio di suggerire al cliente di consultare la lista dei periti del tribunale in questione che è facilmente reperibile in rete.

Posso fare io la traduzione e far asseverare i documenti da un perito? Anche qui la risposta è no perché asseverare un documento comporta l’assunzione di una responsabilità civile e penale: significa giurare che il documento che HO TRADOTTO rispetti fedelmente l’originale.

Mi è andata bene: non faccio parte di nessuna delle sopramenzionate categorie di traduttori ma il tribunale di competenza non me lo richiede, cosa devo fare?

1) Mi presento con un documento di identità presso l’ufficio competente del Tribunale.

2) Presento spillati e in quest’ordine: testo originale, traduzione, verbale di giuramento (scaricabile dal sito del tribunale o, di solito, disponibile in tribunale e quindi da compilare al momento), marca da bollo da 16€ ogni 4 pagine oppure ogni 100 righe

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